Studio antropologico del 1981 “I nostri antenati avevano una dieta a base di frutta”

Oggi non è più una novità all’interno del mondo scientifico che i nostri antenati (Australopitechi) avessero una dieta prevalentemente furgivora. Viene di seguito riportato un articolo ripreso dalla rete che analizza uno studio che ha scosso la comunità scientifica nel 1981.

Fonte: http://www.radioveg.it/news/quei-fruttariani-dei-nostri-antenati

ARTICOLO DEL NYT – SCIENCE TIMES

PUBBLICAZIONE SCIENTIFICA DI ALAN WALKER

Studi  preliminari sui denti fossili hanno condotto un antropologo a suggerire  una ipotesi sensazionale: gli antenati umani, in origine, non erano  prevalentemente mangiatori di carne e neppure di semi, germogli, foglie o  erbe. Né erano onnivori. I loro denti invece sembrano mostrare le  tipiche caratteristiche di chi si nutriva di una dieta a base di frutta.

Almeno  fino all’arrivo dell’Homo erectus, la specie immediatamente precedente  all’Homo sapiens, non c’è evidenza della dieta onnivora, che oggi è  tipica degli esseri umani.

Se  confermati, i risultati rovescerebbero parecchi presupposti comunemente  ritenuti validi circa la dieta degli ominidi delle origini, ovvero le  creature della specie umana.
Si è ritenuto generalmente, per esempio,  che i grandi molari, piatti in superficie, delle specie robuste di Australopiteco [uomo preistorico] e quelli appartenenti all’essere propriamente umano, chiamato Homo habilis,  avessero in sé le caratteristiche degli onnivori, mangiatori di carne  mescolata a radici, frutta secca a guscio, uova, germogli e frutta.

“Non  voglio sbilanciarmi troppo ancora” – ha detto il Dott. Alan Walker, un  antropologo dell’Università John Hopkins, che ha scoperto la prova  dentale. Ma è senz’altro una sorpresa”.

Nessuna eccezione trovata

Il  campione dei denti studiato finora è piccolo – poco più di due dozzine  dei principali quattro tipi rappresentativi degli ominidi  –  ed  ulteriori analisi potrebbero confutare le ipotesi iniziali. Ma, sebbene  il campione sia piccolo, nessuna eccezione è stata trovata.

Ogni  dente esaminato appartenente agli ominidi del periodo da 12 milioni di  anni fa fino all’Homo erectus, è sembrato appartenere ai mangiatori di  frutta. Il dente di ogni Homo erectus era quello di un onnivoro. L’Homo  erectus è stata la prima forma umana nota per essere emigrata al di  fuori dell’Africa. I reperti [campioni] sono stati trovati in molte  parti dell’Africa e dell’Asia.

I  risultati sono basati sull’analisi estremamente dettagliata dei  microscopici tipi di usura riscontrati sulle superfici dei denti a causa  della masticazione. Il metodo, inventato dal Dott. Walker, utilizza un  microscopio elettronico a scansione che evidenzia i graffi e i buchi che  sono invisibili ad occhio nudo.

Il  Dott. Walker ha trovato che generi differenti di alimento contengono  minerali che guastano la superficie dello smalto dei denti con diverse  modalità. È possibile anche distinguere fra un mangiatore di erba e un  mangiatore di foglia perché ogni alimento contiene tipi e quantità  diverse dei caratteristici cristalli della silice, che si formano  naturalmente all’interno delle cellule vegetali. Questi cristalli,  chiamati phytoliths, sono più duri dello smalto dentario e lo graffiano  leggermente mentre l’animale mastica questo alimento.

Le  erbe contengono una proporzione elevata di phytoliths tipica delle  foglie dei cespugli e degli alberi. La frutta non ne contiene nessuno.  Di conseguenza, i denti dei mangiatori di frutta sono molto lucidi,  senza cioè quei tipici segni di usura caratteristici [provocati] da  altre fonti di alimento. La carne non contiene phytoliths ma i denti dei  carnivori mostrano le graffiature causate sgranocchiando ossa.

Regolarità del tipo di usura dentale

Utilizzando  i denti di vari mammiferi viventi di cui si conosce l’alimentazione, il  Dott. Walker ha stabilito che il tipo di micro-usura dei denti doveva  essere  abbastanza  regolare da una specie all’altra. Ciò è in gran  parte dovuto al fatto che lo smalto dei denti è della stessa sostanza in  tutto il regno animale.

Per  provare il suo metodo, il Dott. Walker ha confrontato i tipi di  micro-usura [dentale] su determinate specie di animali di cui si  conoscono differenti abitudini di alimentazione. Per esempio, di due  tipi di hyracoidea (un tipico esemplare di coniglio della famiglia dei  mammiferi roditori), uno si alimenta principalmente di erba mentre  l’altro è un esploratore, che si nutre delle foglie dei cespugli e degli  alberi. I loro denti possono essere identificati facilmente utilizzando  un microscopio elettronico a scansione.

Il  Dr. Walker ha riscontrato modelli simili in vari tipi di maiale  selvatico, come il facocero e una tipologia di scimmie. È mettendo a  confronto questi modelli che i denti degli ominidi vengono esaminati. 


Per  esaminare i denti al microscopio il Dott Walker deve montare le corone  dei denti su tronconi di metallo all’interno della camera a vuoto del  microscopio, successivamente la corona verrà ricoperta con una lega  d’oro palladio che riflette il fascio elettronico. È il fascio di  elettroni riflesso che il microscopio individua elettronicamente e  manipola per ingrandire l’immagine che viene poi proiettata su uno  schermo televisivo. I denti degli ominidi non hanno prezzo. I reperti  non vengono distribuiti a nessuno, neanche ad Alan Walker, che è un  collega vicino a molti dei principali cercatori dei fossili di ominidi.  Di conseguenza, il Dott. Walker ha messo a punto un metodo che riproduce  i denti fondendoli con l’epossido. Il metodo non altera il fossile e  capta al microscopio tutti i dettagli necessari all’analisi.
 

Se  è vero che gli ominidi dei primordi erano principalmente tutti  mangiatori di frutta, questo fatto suggerirebbe uno stile di vita simile  a quello degli scimpanzé che vivono nelle foreste, come la maggior  parte degli antropologi aveva intuito.

Tuttavia  il Dott. Walker osserva che una dieta a base di frutta non deve  identificarsi con quello che gli Americani intendono in senso stretto –  arance, prugne, mele, banane ed altri prodotti estremamente dolci e  molli. 

Centinaia  di piante producono frutti più duri e più sostanziosi. Il baccello  dell’albero dell’acacia è solo un esempio e oggi è abbastanza comune in  Africa. Si sviluppa nelle regioni leggermente boscose vicino ai pascoli  considerati solitamente come la casa degli ominidi delle origini.

New York Times, Science Times, Tuesday May 15, 1979

http://query.nytimes.com/gst/abstract.html?res=9C02E2DA1439E732A25756C1A9639C946890D6CF
New York Times 

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