Fruttarismo e frutta acida

AVVISO

Un pò di frutta acida ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno, ma con questo articolo cercherò di evidenziare un principio di precauzione da tenere in considerazione secondo la mia sperimentazione e i miei approfondimenti nell’ambito dell’alimentazione fruttariana.

Alcuni mi pongono la domanda “Sei fruttariano? Puoi darmi dei consigli per diventarlo?”
La mia risposta è sempre la stessa “Il percorso è personalissimo, si deve imparare ad ascoltare il proprio corpo e non si può mangiare solo frutta dall’oggi al domani, senza un minimo di conoscenze scientifiche basilari (pH, la confusione sulle ceneri digestive, ecc) e senza essersi confrontati con un medico o nutrizionista.”

Se cercate diete personalizzate non rivolgetevi a me, io sono un semplice ricercatore indipendente/sperimentatore: ultimamente sono sempre più i nutrizionisti e medici che si interessano di igienismo alimentare e fruttarismo.


Sto intraprendendo un percorso verso il fruttarismo salutare. Paradossalmente da quando seguo il fruttarismo non ho più gli “attacchi di fame” da crisi di astinenza che avevo da vegano e da crudista e ho anche maggiori riserve di energia.

Sto ascoltando molto il mio corpo, sto rispettando il mio gradiente di tolleranza, ma devo dire che gran parte del merito va all’incontro e alla condivisione che c’è stata negli ultimi tempi con un gruppo di fruttariani romani dell’AVA, che mi ha aiutato ad approfondire alcune questioni legate al pH, alla frutta acida e ai rischi da evitare se non si vuol diventare fruttariani scheletrici e con problemi di salute.
Dopo aver fatto diversi esperimenti sul mio corpo grazie ad Ehret, Renè Andreani, Shelton, altri numerosissimi igienisti alimentari e l’impareggiabile compianto Armando D’Elia, posso dire che è d’obbligo fare delle precisazioni sulla frutta acida e non solo.
Ho letto molti articoli contrastanti in rete, ma voglio dire la mia personale opinione per cercare di evitare quello che è già accaduto ad alcuni ragazzi che hanno avuto problemi fisici nel’avvicinamento al fruttarismo, che più che salutare definirei sconsiderato.

Il dimagrimento eccessivo, fisici scheletrici, le problematiche ai denti e gengive e tutti gli altri fastidi registrati avvennero secondo me a causa di cibi acidificanti, che alcuni crudisti utilizzano ancora oggi in gran quantità (semi oleosi, frutta essiccata, frutta con troppo glucosio, o troppi acidi come nel caso della frutta acida) pensando di sopperire così all’assenza dei vecchi cibi cotti.

Ehret ha scritto un libro d’oro per i suoi tempi e ha migliorato la vita di molti grazie ai suoi insegnamenti; ha anche dato una grande spinta all’evoluzione dell’igienismo alimentare degli anni successivi: di questo possiamo solo dargliene atto.
Ma non poteva sapere tutto, soprattutto di un frutto come l’arancia che fino a pochi decenni prima era un frutto ornamentale di cui in natura si cibavano gli elefanti (“nagaranga”-arancia=cibo per elefanti).
Ai suoi tempi l’arancia era da poco diventata commestibile per la specie umana per motivi commerciali.

Dopo il 1800 infatti, grazie a numerosi incroci del seme proveniente dalla Cina, resero l’arancia per la prima volta un frutto dal sapore apprezzabile per l’uomo.
Al tempo stesso poco poteva sapere Ehret di quali fossero i frutti fortemente acidificanti per corpi già disintossicati a fondo, o lievemente acidificanti/alcalinizzanti (frutta dolce/frutta grassa/frutta ortaggio), dato che non c’erano ancora strumenti avanzati e precisi come quelli che abbiamo oggi (le cartine da tornasole del Ph sono semplicissime ed importanti per calcolare il ph delle urine).
Nonostante ciò lo stesso Ehret dà ripetuti avvisi e raccomandazioni riguardo i fastidiosi sintomi della frutta acida (che lui associava alla mera disintossicazione).
Dopo tante sperimentazioni arrivò ad elogiare in particolar modo la mela definendola “regina tra tutti i frutti”.

Ricerche sulle conseguenze negative di un abuso di frutta acida

Di seguito il chiarimento in ordine cronologico con Valdo Vaccaro:

Articolo sugli effetti della “monodieta” di frutta acida

Prima lettera di Valdo Vaccaro

Primo tentativo di chiarimento

Seconda lettera di Valdo Vaccaro

Secondo e ultimo (mi auguro) chiarimento

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